Il teatro delle Arti 1940-1943

Il teatro delle Arti 1940-1943

Il teatro delle Arti 1940-1943

Le Manifestazioni musicali nei bozzetti inediti della collezione Antonio D'Ayala
Autore:  AA. VV.


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Famiglia: (Libri)
Strumento/materia: Storia della musica
Codice: ANSC041
ISBN: 9788895341149
Tipologia: libro
Genere: classica
Pagine: 184
Formato: 24x28 cm
Confezione: Brossura

La collezione del musicista siciliano Antonio D’Ayala (Caltanissetta, 1901-1963) raccoglie 155 bozzetti di scena e figurini inediti di grandi pittori (da Guttuso a de Chirico, de Pisis, Maccari, Markowski, Prampolini, Severini, Tamburi) in massima parte relativi alle Manifestazioni musicali che si tennero presso il teatro delle Arti di Roma fra il 1940 e il 1943. Fondata nel 1937 da Anton Giulio Bragaglia all'interno della nuova sede della Confederazione Fascista Professionisti e Artisti in via Sicilia, questa sala accolse un gran numero di produzioni teatrali dirette dal noto regista e, a partire dal 1938, le Manifestazioni musicali che, programmate da un comitato in cui primeggiavano Alfredo Casella e, per un breve periodo, Goffredo Petrassi furono affidate alla direzione artistica di Antonio D’Ayala, cui successe agli inizi del 1943 Franco Capuana. Accanto ai concerti di musiche per lo più contemporanee, grande favore di pubblico e critica riscossero le produzioni di opere e balletti, attinte dal repertorio della prima metà del Novecento e a quello sette-ottocentesco, con alcune importanti prime rappresentazioni sceniche come Apollon musagète, Renard e Les noces di Stravinskij, La camera dei disegni e Scarlattiana di Casella, Torneo notturno di Malipiero. Questa straordinaria collezione, finora sconosciuta, permette di illuminare un episodio assai significativo nella storia del teatro musicale italiano. In anni di guerra e di stretta alleanza politico-militare con la Germania un piccolo gruppo di intellettuali e di artisti cercò di difendere l’autonomia delle scelte culturali, programmando anche musiche di autori messi al bando dai nazisti come “degenerati”, assieme ai valori fondanti dell’esperienza musicale contemporanea.

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