I suoni delle cose

I suoni delle cose

 DVD-ROM 

Poetica del foto-suono tra Filosofia, E(ste)tica e Musica
Famiglia: (Libri)
Strumento/materia: Filosofia ed estetica musicale
Prezzo: € 37,00
Codice: EC11764
ISBN: 9788863951134
Tipologia: libro
Genere:
Marchio: Edizioni Curci
Pagine: 352
Formato: 14x21 cm
Confezione: Brossura

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Partendo dalle ormai numerose esperienze di “foto-musica con foto-suoni”©, Riccardo Piacentini in I suoni delle cose fa esattamente questo: tratta la filosofia – le sue categorie, i suoi linguaggi, i suoi autori – come “materiale di lavoro” per l’elaborazione musicale. Rovescia il percorso tradizionale – dalla filosofia alla musica – ripercorrendolo a ritroso, dalla musica alla filosofia.

Il libro, corredato di DVD, è scritto come se fosse uno spartito. Con lo stile e il mestiere del compositore, come vera e propria “teoria immanente” della prassi musicale. Forma del pensare la musica nel suo farsi o, forse meglio, di “musicare il pensiero” facendone il tessuto connettivo di una composizione inedita. Una “poetica”, insomma.

Il concetto di “foto-suono” è implicato intrinsecamente con quella concezione “organica” e “totale” dell’esperienza musicale che detta la grammatica e la sintassi del libro. Essa esprime l’idea della “progettazione musicale” come modo di essere dentro il “paesaggio sonoro” e di rielaborarlo artisticamente. Dunque come relazione (dichiaratamente biunivoca) tra il soggetto della póiesis – o della creazione artistica – e il suo ambiente. Tra la sua soggettività, e il “suono delle cose”.

È un’opzione metodologica forte, che colloca il musicista all’interno di una molteplicità di fattori che è chiamato, in qualche modo, a ri-strutturare: lo pone “in situazione” e “in relazione-con” gli elementi di un contesto non più ridotto a mero “esterno” passivo, spazio vuoto da riempire artisticamente, luogo di estroflessione di un’interiorità auto-centrata e autofondata, ma assunto, programmaticamente, come “protagonista attivo” dell’azione creativa.

Come mosaico di “mondi vitali”, dotati ognuno di un proprio spessore, di un proprio racconto, di una propria realtà in attesa di essere “udita” e dunque “mediata”; o punto di osservazione su altri “paesaggi” – “paesaggio naturale”, “paesaggio umano”, “paesaggio sociale”, “paesaggio culturale” – titolari, ognuno, di una propria traccia sonora.

(dalla Legenda introduttiva di Marco Revelli)


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